Mese: gennaio, 2012

claudio morandini a cagliari

31_01_012
h. 19.00 | libreria mieleamaro, via manno 88 – cagliari
Claudio Morandini, Rapsodia su un solo tema. Colloqui con Rafael Dvoinikov (Manni)
Introduce: Simone Belfiori
In tutta la Rapsodia su un solo tema, Claudio Morandini pare dire una sola cosa: giocare con gli stilemi della scrittura postmoderna non vuol dire per forza di cose oscillare tra debole e forte. Semmai, significa lasciar scorrere le dita sulla tastiera di un piano/forte.
Leggiadra e certamente molto più aggraziata di questa battuta è la scrittura di Morandini, al suo terzo romanzo dopo Nora e le ombre (Palomar, 2006) e Le larve (Pendragon, 2008). È con grazia, infatti, prima che con altri mezzi, che lo scrittore aostano conduce per mano il lettore in questi Colloqui con Rafael Dvoinikov – sottotitolo del romanzo – facendolo passare attraverso una miriade di testualità differenti, un caleidoscopio di esperienze diverse: il diario di Ethan Prescott (nel ruolo dell’intervistatore, mentre Dvoinikov è l’intervistato; a volte, però, bouleversement: accade il contrario); il racconto in prima persona di Dvoinikov; la descrizione proto-saggistica delle opere di quest’ultimo; la trascrizione di un trattato del Settecento; una serie di note anarchiche e dissacranti…
[lorenzo mari – malicuvata.it]

h. 21.30 | caffé barcellona, via barcellona 84 – cagliari
Letture pubbliche da Il sangue del tiranno (Agenzia X) di Claudio Morandini
Nel palazzo di una pretenziosa università di provincia, in rovina per la mancanza di finanziamenti e per la gestione malvagia del precedente rettore, si aggirano accademici depressi, studenti nevrotici e un cane che ha imparato ad apprezzare il sangue umano.
Mentre diversi fatti insoliti accadono in altri atenei italiani, dopo una lunga malattia torna il vecchio rettore La Sansa e riprende in mano il potere: ma una mattina viene trovato in fin di vita, percosso e pugnalato. Indaga sul caso un professore reso cinico dalle brutture di un sistema scolastico marcio.

Claudio Morandini | vive ad Aosta. Ha scritto commedie per la radio e monologhi per il teatro. Prima del romanzo Rapsodia su un solo tema ha pubblicato Nora e le ombre e Le larve. Cura una rubrica su “Letteratitudine”. Il sangue del tiranno (Agenzia X) è il suo ultimo romanzo.

[qui il programma completo della rassegna caramelle dagli sconosciuti edizione seconda]

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Passaggi OFF 2012: un libro ametà

e quindi domani presento il mio libro ametà, a cagliari. molto bene – direbbe quello.
ciao amici dell’amicizia,
ne ho da dirvi mica poche, ma non posso iniziare così, la farei lunga troppo lunga. e quindi domani…
ma cosa vuole questo? è un impostore.
domani, fammi parlare, dicevo domani malicuvata presenta un libro.
dice: chi lo presenta di malicuvata?
facile: lo presenta… nessuno… nessuno di malicuvata che presenti il libro ametà. è una questione di igiene sentimentale, già. ma non divaghiamo. dalle 19 saremo al manàmanà di cagliari e l’adagietto di mahler lo ascolteremo in silenzio, che… adagietto. ad introdurre la signora fratti letta a voce alta e musicata da un valzer di chopin saranno alessandra pigliaru (università di sassari) e gianni stocchino (circolo dei lettori mieleamaro). decimo cirenaica forse diserterà, ma saranno problemi suoi. ci saremo io e carlo palizzi e titine gassion e renaud fayemendy. e leggeremo un po’ tutti.
l’autore NON sarà presente. come ogni autore che NON si rispetti.

giovedì 26 gennaio, ore 19, manàmanà, piazzetta savoia, cagliari: a loro il tentativo di chiudermi ametà. una specie di romanzo.

a crasi.

marco bosonetto a cagliari

24_01_012
h. 19.00 | libreria mieleamaro, via manno 88 – cagliari
Marco Bosonetto, Nel grande show della democrazia (Laurana)
Introduce: Massimo Spiga
Il romanzo di Marco Bosonetto è diviso in due parti, che corrispondono a due giorni di settembre, il tre e il quattro settembre. Un elenco dei personaggi principali, in apertura, annuncia al lettore che Nel grande show della democrazia il ministro unico della Repubblica Italiana diviene tale dopo un Campionato nazionale di televoto, che esiste un Dipartimento Pace Sociale settore Vagabondaggio e Alcolismo, che la Campagna per lo Sradicamento dell’Adolescenza Prolungata è una politica di governo che non scandalizza più nessuno, che il ministro unico in carica è un ex imitatore televisivo, che il calcio è ancora lo sport nazionale più seguito e diffuso.
[grigi bolero – malicuvata.it]

h. 21.30 | caffé barcellona, via barcellona 84 – cagliari
Marco Bosonetto, Nel grande show della democrazia (Laurana)
Il giovane Se fece una smorfia strana. L’autostoppista notò uno scambio fugace di sguardi tra i due fratelli, come se Stefano si fosse lasciato sfuggire un segreto, una verità imbarazzante. Il ragazzo indossava bermuda firmati, occhiali nuovi di zecca, una polo che era uno status symbol e ciabatte infradito da sfilata. Non aveva esattamente il look da disoccupato in vacanza. Se qualcuno gli avesse chiesto di indovinare quale dei due fratelli aveva un lavoro e quale no, l’autostoppista avrebbe certamente identificato la disoccupata in Primula, con quella vistosa ricrescita scura alla radice dei capelli biondastri, quella macchina che stava insieme per miracolo e quel vestitino sciupato.

Marco Bosonetto (Cuneo, 1970) ha scritto i romanzi Il sottolineatore solitario (Einaudi, 1998), Nonno Rosenstein nega tutto (Baldini Castoldi Dalai, 2000) e Requiem per un’adolescenza prolungata (Meridiano Zero, 2008). Suo anche Morte di un diciottenne perplesso (Baldini Castoldi Dalai, 2003), da cui il regista Alessandro Aronadio ha tratto Due vite per caso, unico film italiano in concorso al Festival del cinema di Berlino 2010. Per il teatro ha scritto il pluripremiato Mucche ballerine (2006).

[qui il programma completo della rassegna caramelle dagli sconosciuti edizione seconda]

Lo sa il vento – Il male invisibile della Sardegna | 19_01_012 – Cagliari

Passaggi OFF 2012
a cura di centro studi opìfice (cagliari) – casa lettrice malicuvata (bologna) – circolo dei lettori mieleamaro (cagliari)

giovedì 19 gennaio, ore 19.30
manàmanà, piazzetta savoia, cagliari

Carlo Porcedda e Maddalena Brunetti
Lo sa il vento. Il male invisibile della Sardegna (edizioni ambiente – verdenero)
Lungo alcuni tratti di costa della Sardegna la vita e la morte, la bellezza e l’incubo, le guerre simulate e le morti vere sono divise da un confine sempre più sottile. Un confine lungo il quale corre il fronte interno più grande d’Europa, che dal dopoguerra ad oggi ha snaturato territori di una bellezza spesso struggente trasformandoli in teatri di esercitazioni e sperimentazioni di morte. Chi vive lungo quel confine parla di Sindrome di Quirra, un male invisibile e oscuro, fatto di decine di morti apparentemente inspiegabili, che ha portato nel cuore del Mediterraneo l’incubo della contaminazione da polveri di guerra. Un incubo tanto impalpabile quanto micidiale, che accomuna questo fronte interno ai teatri di guerra come i Balcani e l’Iraq. Ma non solo. Inquinamento elettromagnetico, fanghi tossici, rifiuti pericolosi, e tutto il repertorio di scorie che un selvaggio abuso militare e industriale porta con sé. Poligoni militari, la più grande raffineria del bacino del Mediterraneo, uno stuolo di produzioni industriali ad alto impatto sanitario e ambientale che vivacchiano intorno a desueti distretti minerari, tra i più vasti e malandati del vecchio continente. Corpi estranei che regalano morte, al presente e al futuro, in cambio di incerte e malsane buste paga. Lo sa il vento è un viaggio in alcuni angoli d’inferno che stanno dietro le quinte di un paradiso, la storia paradossale della terra che vede alcuni dei più incontaminati e suggestivi tratti di Mediterraneo convivere con bombe ambientali sul punto di esplodere. Dopo decenni di complicità, omissioni e silenzi, c’è chi contro le guerre simulate e gli abusi mascherati ha dichiarato una vera e quotidiana battaglia. Quella per avere la verità sul proprio destino.

Carlo Porcedda | giornalista, sceneggiatore e documentarista, ha pubblicato inchieste e reportage per D-la Repubblica delle Donne, Quark, El Mundo, Il Venerdì, l’Espresso. Tra i suoi lavori, il cortometraggio La cura, i documentari L’isola dei centenari e la videoinchiesta Lingotti al cianuro.

Maddalena Brunetti | cronista di nera e giudiziaria, ha pubblicato articoli per diverse testate quali Corriere della Sera, Epolis, Sette. Dal 2010 vive e lavora a Cagliari dove collabora con Sardegna Quotidiano e l’Agi.

verdenero.it
losailvento.wordpress.com

flavio santi a cagliari

17_01_012
h. 19.00 | libreria mieleamaro, via manno 88 – cagliari
Flavio Santi, Aspetta primavera, Lucky (Edizioni Socrates)
Introducono: Luca Congia e Mattia Piano
Espunta da un’epistemologia relativista e, più in generale, da una visione del mondo a tutto tondo, la frase “la letteratura non dà risposte, deve limitarsi a fare delle domande” rischia di banalizzarsi, di ridursi a mero luogo comune, di non essere più la spia di un’autentica disposizione alla ricerca, ma, anzi, di essere soltanto il segnale di una beatitudine compiaciuta e soddisfatta di sé (che si accompagna, spesso e volentieri, a una condizione di pallida e mortificante inazione).
“Aspetta primavera, Lucky” (Edizioni Socrates, collana Luminol, 2011) di Flavio Santi, invece, è un esempio, uno degli esempi più recenti, di come la scrittura letteraria si eserciti nella costruzione di storie (o di altri artefatti linguistici, non per forza narrativi) per offrire alle ipotesi che ci si pone una o più possibili soluzioni, che non sono necessariamente le più calzanti o le più giuste, ma che servono a legittimare l’impresa letteraria, nonché la sua presa sulla vita.
[lorenzo mari – malicuvata.it]

h. 21.30 | caffé barcellona, via barcellona 84 – cagliari
Flavio Santi in reading da Aspetta primavera, Lucky (Edizioni Socrates)
…più che un pensiero sembra uno slogan, un jingle pubblicitario, ma in un mondo dove tutto quello che sappiamo l’abbiamo imparato dalla tivù i pensieri, in fondo, non sono altro che la pubblicità dei nostri sentimenti. A questo siamo ridotti.

Flavio Santi (1973) vive in campagna alle porte di Pavia. Alterna l’attività di traduttore (Balzac, Celan, Gifford, Kelman, Stone, Smith ecc.) a quella di libero docente universitario. È autore di libri di poesia, tra cui Rimis te sachete (Marsilio, 2001), Il ragazzo X (Ed. Atelier, 2004), dei romanzi Diario di bordo della rosa (PeQuod, 1999) e L’eterna notte dei Bosconero (Rizzoli, 2006), della raccolta di racconti La guerra civile in Italia (Sartorio, 2008).
Suoi racconti, romanzi e poesie sono tradotti in numerose lingue.

[qui il programma completo della rassegna caramelle dagli sconosciuti edizione seconda]

Passaggi OFF 2012

a cura di centro studi opìfice (cagliari) – casa lettrice malicuvata (bologna) – circolo dei lettori mieleamaro (cagliari)

il programma (in divenire)

giovedì 19 gennaio, ore 19.30
manàmanà, piazzetta savoia, cagliari
Carlo Porcedda e Maddalena Brunetti
Lo sa il vento. Il male invisibile della Sardegna (edizioni ambiente – verdenero)
Introducono: Pino Cabras, Simone Olla, Gianni Stocchino

Lungo alcuni tratti di costa della Sardegna la vita e la morte, la bellezza e l’incubo, le guerre simulate e le morti vere sono divise da un confine sempre più sottile. Un confine lungo il quale corre il fronte interno più grande d’Europa, che dal dopoguerra ad oggi ha snaturato territori di una bellezza spesso struggente trasformandoli in teatri di esercitazioni e sperimentazioni di morte. Chi vive lungo quel confine parla di Sindrome di Quirra, un male invisibile e oscuro, fatto di decine di morti apparentemente inspiegabili, che ha portato nel cuore del Mediterraneo l’incubo della contaminazione da polveri di guerra. Un incubo tanto impalpabile quanto micidiale, che accomuna questo fronte interno ai teatri di guerra come i Balcani e l’Iraq. Ma non solo. Inquinamento elettromagnetico, fanghi tossici, rifiuti pericolosi, e tutto il repertorio di scorie che un selvaggio abuso militare e industriale porta con sé. Poligoni militari, la più grande raffineria del bacino del Mediterraneo, uno stuolo di produzioni industriali ad alto impatto sanitario e ambientale che vivacchiano intorno a desueti distretti minerari, tra i più vasti e malandati del vecchio continente. Corpi estranei che regalano morte, al presente e al futuro, in cambio di incerte e malsane buste paga. Lo sa il vento è un viaggio in alcuni angoli d’inferno che stanno dietro le quinte di un paradiso, la storia paradossale della terra che vede alcuni dei più incontaminati e suggestivi tratti di Mediterraneo convivere con bombe ambientali sul punto di esplodere. Dopo decenni di complicità, omissioni e silenzi, c’è chi contro le guerre simulate e gli abusi mascherati ha dichiarato una vera e quotidiana battaglia. Quella per avere la verità sul proprio destino.

Carlo Porcedda | giornalista, sceneggiatore e documentarista, ha pubblicato inchieste e reportage per D-la Repubblica delle Donne, Quark, El Mundo, Il Venerdì, l’Espresso. Tra i suoi lavori, il cortometraggio La cura, i documentari L’isola dei centenari e la videoinchiesta Lingotti al cianuro.

Maddalena Brunetti | cronista di nera e giudiziaria, ha pubblicato articoli per diverse testate quali Corriere della Sera, Epolis, Sette. Dal 2010 vive e lavora a Cagliari dove collabora con Sardegna Quotidiano e l’Agi.

[web: verdenero.it | lo sa il vento blog]


giovedì 26 gennaio, ore 19.30

manàmanà, piazzetta savoia, cagliari
simone olla, attraverso ricordi di domani
Introducono: Alessandra Pigliaru e Gianni Stocchino

rivisitazioni a chiudersi, pezzi di romanzi ametà, poesie, lettere,
scritti metapolitici. Un discorso
senza capo né coda musicato da chopin,
django reinhardt, coro bachis sulis;
un libro, anche.

الوقت لمن لا يعرف
a loro il tentativo di chiudermi ametà (2011)

simone olla | Dal 2002 fa parte del Centro Studi Opìfice (opifice.it) e nel 2008 ha contribuito a dar vita alla bolognese Casa Lettrice Malicuvata (malicuvata.it). Suoi scritti e racconti sono sparsi in rete e su alcune riviste e su alcuni libri, anche. Ha un blog: decimocirenaica.blogspot.com


giovedì 23 febbraio, ore 19.30

manàmanà, piazzetta savoia, cagliari
Alberto Masala
Geometrie di libertà – terza scrittura: 1992, 2002, 2012 (edizioni maestrale)
Introduce: Alessandra Pigliaru
Dire che l’arte è morta non significa niente:
l’arte muore nel momento in cui muore il bisogno di liberazione.
Questa riflessione sul senso del fare arte e poesia ai giorni nostri, copre attraverso lo sguardo critico dell’autore un percorso lungo vent’anni e scandito in tre tempi: 1992, 2002, 2012. Tre tappe, tante quanti sono i ragionamenti in forma d’intervista che cadenzano il farsi di questo libro-pensiero in progress. Libro  sulla relazione artistica – nei suoi vari modi: l’arte e l’autore, l’arte e la società, ecc. – Geometrie di libertà trova la sua ideale formulazione nel dialogo. Il concetto di confronto è infatti inscritto nelle parole del titolo che sintetizzano l’idea poetica di Masala, perché nell’arte «non si è mai liberi davvero… si può solo tendere, andare verso, sostenere, coltivare, difendere… e più si conoscono le sbarre e più si è abili nel segarle». Al culmine sta il confronto/dialogo fra culture, in una concezione del fare artistico tutt’altro che solitaria ma che elabora un’arte nel sociale, pur nella oggi complicata e spesso mortificata possibilità di questa connessione.

Alberto Masala | Si definisce un contemporaneo con radici. Oltre al sardo, nello scrivere mescola altre lingue alla ricerca di un ritmo che dia fluidità. Attento agli etimi ed ai significati tende verso l’espressione sostanziale. Sia nella scrittura che nella pratica dell’arte ha relazioni di cambio e lavoro con artisti di molte altre parti del mondo. Per Il Maestrale ha prodotto con Massimo Golfieri, Mediterranea (2000), un viaggio poetico e fotografico per il Mediterraneo; ha tradotto i racconti inediti di Jack Kerouac raccolti in L’ultima parola. In viaggio. Nel jazz (2003; 2009), le poesie di Serge Pey, quelle di Peppinu Mereu e di diversi altri autori. Nel 2009 ha pubblicato Alfabeto di strade (e altre vite) (Maestrale). La sua ultima pubblicazione è Geometrie di libertà (Maestrale).

[web: alberto masala site | alberto masala blog]

mercoledì 14 marzo 2012, ore 19.30
manàmanà, piazzetta savoia, cagliari
Mette pioggia: Gianni Tetti in reading
Sono seduto al bar. A mezzogiorno non puoi stare in giro. Non in questi giorni. Non con questo caldo. Non con questo scirocco che ulula sulle strade e dove passa, secca. Puoi stare al parco o sotto la veranda del bar. I vecchi stanno al parco, zoppicano, portano a spasso cani minuscoli. Questi cani minuscoli abbaiano a qualsiasi cosa. Abbaiano, ti puntano. Ma se li guardi negli occhi smettono.

Gianni Tetti | Sassari, 1980. Laureato in Lingue e Letterature Straniere si occupa di sceneggiatura collaborando a vari progetti cinematografici e televisivi.
Il suo primo libro ha per titolo I cani là fuori (Neo edizioni, 2010).

[web: http://giannitetti.wordpress.com/]


giovedì 17 maggio, ore 19.30

manàmanà, piazzetta savoia, cagliari
Filippo Tuena, Stranieri alla terra, Nutrimenti edizioni
Uno scrittore disamorato e tradito dalla memoria – incarnazione o fantasma di Hemingway – baratta, a colloquio con una donna, parole di Spagna e ricordi di corride. Georges-Hippolyte Géricault naufraga pigramente nella solitudine come la zattera della Méduse, abbandonata nell’oceano in uno scempio di corpi e consegnata alla storia della pittura da un padre tormentato e mai conosciuto. Il generale ‘Stonewall’ Jackson, ferito mortalmente da fuoco amico nella battaglia che fu il suo capolavoro strategico; il cornettista Bix Beiderbecke, accompagnato da un complice in uno sconnesso e disperato attraversamento delle vie di Manhattan alla volta dell’ospedale Bellevue.
E poi il viaggio della memoria di uno scrittore, in motocicletta sulle strade d’Italia per tornare a Roma, alla casa di famiglia, ai corridoi e le tappezzerie, le foto d’infanzia, i genitori, al catalogo amaro degli scomparsi e di quello che resta. Con un’eccentrica tappa conclusiva – vivida allegoria dell’incompiutezza – al complesso fiorentino di San Lorenzo e alla Sagrestia Nuova, esempio magnifico dell’arte di Michelangelo.
È sul tema dell’estraneità – e dell’estraniamento – che si gioca questo romanzo atipico, allo stesso tempo mosaico di storie e flusso organico, galleria di ritratti e opera autobiografica, che porta a compimento una lunga riflessione, estesa nel tempo e nello spazio, attorno al mestiere del narrare. Un tessuto di voci rarefatte, di suoni sommessi o silenzi carichi di attese, accompagna e commenta le gesta umane dei personaggi, impegnati in età diverse, e per diverse manovre del caso, a compiere il loro viaggio unico e ultimo, il viaggio verso l’orizzonte, la fine del cammino.

Filippo Tuena è nato a Roma nel 1953. Con Le variazioni Reinach ha vinto nel 2005 il premio Bagutta, e due anni dopo si è aggiudicato il premio Viareggio con Ultimo parallelo. È anche autore di Il volo dell’occasione (1994; nuova edizione 2004), Cacciatori di notte (1997), Tutti i sognatori (1999, superpremio Grinzane-Cavour), Michelangelo. La grande ombra (2001; nuova edizione 2008) e Manualetto pratico a uso dello scrittore ignorante (2010). Ha curato un’antologia dell’epistolario di Michelangelo Buonarroti (2002), I diari del Polo di Robert F. Scott (2009) e il volume fotografico Scott in Antartide (2011). Dirige per Nutrimenti la collana Tusitala.

terra mala di rossana copez e giovanni follesa

10_01_012
h. 19.00 | libreria mieleamaro, via manno 88 – cagliari
Rossana Copez e Giovanni Follesa, Terra mala (Maestrale)
Introduce: Ornella Demuru
Tempeste, barche e voci imploranti aiuto, un’acqua che erompe da un tempo oscuro e remoto: le notti di Adele – stralunata avvocatessa romana con un debole per i fiorellini e i vestitini arricciati – sono abitate da incubi che al risveglio si trasformano in una pelle dal sapore salmastro. Incubi che, lentamente, la stanno consumando. Decide così di rivolgersi al dottor Sainas, ambiguo psicanalista che, per curarla, la spedisce inspiegabilmente in Sardegna. Dapprima titubante, poi disperata, Adele si reca nell’isola per tentare di capire cosa le stia accadendo. In una Cagliari che le apparirà come un santuario di luce, incontra Gabriele – giovane appassionato di occultismo – che la condurrà in un mondo d’amore e morte: cosa cerca ossessivamente il ragazzo, insieme ai suoi amici, in quelle sedute medianiche? E cosa lega Adele a don Pierpaolo, un prete in conflitto, diviso tra l’amore per Dio e quello per una donna? Perché il dottor Sainas sembra essere così coinvolto dalla vicenda della sua paziente? Le risposte si intrecciano e confondono in un arazzo dai colori chiari ma anche foschi, tessuto da mani antiche, in luoghi ancestrali e marini, luoghi dove è nascosto un tesoro che potrebbe essere la spiegazione di ogni cosa. Eppure il vero protagonista del romanzo è il mare, tormentato da onde che si frangono in cerca di pace, un mare che travolge alcune esistenze per poi lambirne dolcemente altre. In un thriller esoterico dai cupi contorni, gli autori ci mostrano, con stile a tratti asciutto, ma al contempo vivace, una storia lunga cinquecento anni che, proprio attraverso il fluire del tempo, troverà la sua compiutezza.

h. 21.30 | caffé barcellona, via barcellona 84 – cagliari
Lettura pubblica da Terra mala (Maestrale) di Rossana Copez e Giovanni Follesa
– Lo sai? Si riunivano per fare delle sedute spiritiche.
– Ma va’! Ma di quelle con tabellone e bicchierino?
– Sì, te lo immagini? Anziché il bicchierino usavano una moneta che scivolava sulla carta a formare parole. Proprio loro, marxisti materialisti atei e anticristo… Volevano parlare con gli spiriti.
– Ma… ci credevano davvero a quelle cose?
– Certo che ci credevano. Te la ricordi quella vecchia leggenda che racconta di un tesoro di pirati saraceni nascosto da qualche parte vicino alle coste? E che porta maledizioni a chi vorrebbe impossessarsene?
– Sì, certo, me ne parlava mio nonno. Ma non dirmi che quelli, che si atteggiavano a intellettuali, credevano alle leggende?
– Soprattutto alle leggende credevano. E quella leggenda antica li aveva del tutto catturati. Stregati!
– Ma com’è che è successo che sono finiti male?
– Te l’ho detto… stregati: è la maledizione di cui parlava la leggenda.
– Chi te l’ha raccontato sarà qualcuno che voleva prenderti in giro.
– Macché. È stato trovato uno scritto. È come una specie di diario, con tanto di date e luoghi. Mi hanno raccontato che erano un gruppo di esaltati con la mania di scrivere e che dunque annotavano tutto… dice che la sorella di uno di loro ha preso questa specie di diario e alla fine ne ha ricavato un romanzo.

Rossana Copez | nata a Cagliari, dove vive con tre gatti. Ha collaborato con quotidiani e riviste. Ha curato diverse opere sulla cultura e sulla storia della Sardegna, tra cui Sagre, riti e feste popolari in Sardegna (Janus 1987) e Il porto di Cagliari: la storia e le storie (Janus 2002). Con Sergio Atzeni ha scritto Fiabe Sarde (Zonza 1978; Condaghes 1996). Con Tonino Oppes, Tutti buoni arriva Mommotti (Condaghes 2008). Con Mohammed Ayyoub, Fiabe palestinesi (Condaghes 2009). Per Il Maestrale ha pubblicato nel 2004 il romanzo Si chiama Violante.

Giovanni Follesa | vive a Quartu Sant’Elena, è giornalista e si occupa di comunicazione istituzionale e politica. Ha fondato e diretto il quotidiano l’Obiettivo. Scrive d’arte contemporanea per riviste e periodici. Per la Provincia di Cagliari ha ideato e curato la pubblicazione dei quattro volumi Aria, Terra, Fuoco, Acqua (2006 e 2009). Ha scritto con Piergiorgio Molinari il romanzo Le truppe carrellate (Ati Editore 2006).

[qui il programma completo della rassegna caramelle dagli sconosciuti edizione seconda]