Mese: novembre, 2009

#8# Malicuvata e RadioMeridiano12

Radiomeriadiano 12 e SuDiGiri presentano la rubrica dedicata ai libri a cura della Casa Lettrice Malicuvata. Questa settimana Vanni Santoni con Gli interessi in comune (Feltrinelli) Martedì 01 Dicembre 2009, ore 17.00 www.radiomeridiano12.com | FM 97.5

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Monteverde

Autore: Gianfranco Franchi
Titolo: Monteverde
Edizioni: Castelvecchi, Roma 2009
Pagine: 313

monteverdeDi Decimo Cirenaica
Aveva già occupato i miei giorni Guido Orsini, con Disorder (Il Foglio Letterario, 2006) – primo volume di quella che Gianfranco Franchi ha definito trilogia dell’identità;  a Disorder è seguito Pagano (Il Foglio Letterario, 2007) – nel quale l’autore ha discusso alcuni nodi della postmodernità – ed infine Monteverde, uno sguardo conclusivo, una prospettiva, un ponte.

L’identità è sicuramente uno dei temi più dibattuti all’interno del panorama culturale europeo e non solo; non lo era mai stato, non si era mai avvertita l’esigenza di confinare concettualmente un sentire individuale e collettivo. Perché quindi questa esigenza? Ciò che a noi interessa – non è la sede questa per una ricognizione sul tema dell’identità – è l’esigenza dell’autore di battere questo sentiero ed eseguire una radiografia del suo stare al mondo. Monteverde è un libro politico ma non parla di politica in senso stretto: l’analisi in narrazione che Gianfranco Franchi esegue del tempo e dei luoghi che vive ci permette di sistemare la sua raccolta di racconti all’interno di un confine sociale, quindi politico: le cinque sezioni in cui l’autore ha ordinato il libro – Casa, Lavoro, Donne, Musica, La Roma – forniscono una sintesi adeguata di quella che è la vita di un trentenne oggi – comprensiva di sogni, recriminazioni, frustrazioni.

«Io vedo simboli e significati in tutto. Sono un giocattolo giocato da mani sempre nuove, e tutto è un mio giocattolo. Forse anche la morte.»

Gianfranco Franchi invita Guido Orsini a chiudere gli occhi «per immaginare tutto quello che potrà essere quando la navigazione sarà conclusa.» Intanto entrambi camminano sul ponte, fianco a finaco, nello stesso ponte che per Georg Simmel significa prospettiva dinamica, connessione, interazione con gli altri e con la natura.

Facciamo finta che sia per sempre

Autore: Ilaria Giannini
Titolo: Facciamo finta che sia per sempre
Edizioni: Intermezzi Editore, Ponte a Egola (PI) 2009
Pagine: 120

Di Antonio Tirelli

Definire il concetto di amore: difficile quando non impossibile. Definire l’amore e i sentimenti che ad esso si accompagnano: compito che probabilmente non sarà mai adempiuto correttamente dagli esseri umani. Non possiamo dare definizioni. Ma possiamo raccontare, descrivere il tutto mostrando alcune delle sue parti. Così fa Ilaria Giannini nel suo Facciamo finta che sia per sempre, affidando gli elementi del discorso amoroso a quattro esistenze inquiete, quattro protagonisti le cui vicende si intrecciano e vanno a formare una trama che, per quanto incompleta (potrebbe essere altrimenti, dato che stiamo parlando d’amore?), diventa exemplum. Caso esemplare delle conseguenze che certi sentimenti hanno quando la loro cifra è l’incertezza, l’abbandono scritto già prima dell’inizio di una relazione, l’immaturità che spinge talvolta a sottrarsi alla responsabilità di domandarsi: “Ma io, cosa voglio realmente?”

Scrive in maniera delicata, Ilaria Giannini, come chi possiede l’intento sincero di non voler parlare da alcun pulpito. I personaggi che ci mette di fronte appaiono talvolta estremi nei loro atti e nelle loro affermazioni, e potrebbero sembrare maschere, caratteri piuttosto che persone verosimili. Potrebbe essere un’imprecisione nel romanzo, ma è altrettanto possibile che ci troviamo di fronte alla pura esigenza di distillare una massa gigantesca di argomenti e convogliarla tutta nei volti di Stefano, Nicole, Martina e Paolo, affinché attraverso i loro movimenti sia visibile qualcosa che resterebbe taciuto se l’autrice li avesse resi più “umani”.
Non si pone ambizioni da sociologa, Ilaria Giannini. “Ho voluto declinare il tema dei rapporti d’amore in diverse storie e personaggi che hanno un unico denominatore comune: provare un sentimento forte e non essere maturi per gestirne le conseguenze; per questo i loro rapporti sono problematici e instabili” , dice la scrittrice rispondendo ad un domanda di chi sta scrivendo queste modeste righe.

Eppure, vien fatto di chiedersi se quel che leggiamo nel suo romanzo possa essere non solo la narrazione di quattro vite difficili, ma anche un’osservazione sul cinismo e sul disincanto dei tempi che corrono. Tempi che sono come il mare in burrasca che costringe anche i navigatori più esperti a compiere manovre difficili, rischiose.
Tempi in cui è facile che anche le imbarcazioni più solide colino a picco rovinosamente.
E anche quando arrivano in porto – e spesso il porto non è la destinazione ma soltanto uno scalo provvisorio – è frequente che quelle imbarcazioni siano semidistrutte, da riparare urgentemente.
Se non da ricostruire.

Ti sto solo cercando, non era un ricordo

Zammù e Casa Lettrice Malicuvata
presentano
Dalla A allo Zammù :: alfabeto letterario
Zammù Vineria
Via Saragozza, 32/a – Bologna

giovedì 26 novembre 2009
h. 21.30 :: Ti sto solo cercando, non era un ricordo.
Immagini e parole dai volumi Ti sto cercando e Nessun ricordo di Giovanni Marchese e Luca Patané (Tunué) – introduce Luana Vergari

Storie di fuga e ricerca quelle narrate in Ti sto cercando e Nessun ricordo.
Nel primo, Alì Yassin è un quindicenne marocchino giunto in Italia come clandestino per cercare il padre Ahmed; il ragazzo segue le tracce del genitore attraverso un viaggio pieno di vicissitudini, finché s’imbatte nell’equipaggio di un peschereccio. Nessun ricordo invece è ambientato negli anni trenta, in un imprecisato borgo rurale sperduto nelle campagne della Sicilia Orientale tra vigne, alberi di ulivo, agrumeti e fichi d’india; il viaggio di Turi Barresi ha come destinaizone la Germania di Hitler.

a domanda risponde Ilaria Giannini

Antonio Tirelli :: Sono molti gli studiosi – psicologi, sociologi, etc. – che ultimamente indagano i tortuosi territori dell’amore.
Il tuo libro parla di relazioni problematiche, in alcuni tratti estreme, almeno sotto il punto di vista delle ricadute emotive sui protagonisti. Questa problematicità è un’invenzione letteraria o una caratteristica reale dei rapporti sociali odierni?

Ilaria Giannini :: Non avendo ambizioni da sociologa ma solo da scrittrice non posso testimoniare se questa problematicità sia un dato di fatto nella maggior parte delle relazioni che si vivono nel cosiddetto mondo reale. In Facciamo finta che sia per sempre ho voluto declinare il tema dei rapporti d’amore in diverse storie e personaggi che hanno un unico denominatore comune: provare un sentimento forte e non essere maturi per gestirne le conseguenze, per questo i loro rapporti sono problematici e instabili. Credo che quando una storia d’amore non si limita all’aspetto di facciata ma in qualche modo riesce a toccare la nostra interiorità e a scoperchiare le nostre debolezze diventa in ogni caso estrema perché ci costringe ad affrontare noi stessi.
Un compito molto difficile da cui i miei personaggi tentano di fuggire fino alla fine ma che è l’unica strada per crescere sia singolarmente che come coppia.

****

Ilaria Giannini è nata nel 1982 a Pietrasanta (Lucca). Laureata in Scienze politiche, vive e lavora a Firenze come giornalista. Ha pubblicato un racconto nell’antologia Scrittura mista (Edizioni ETS) e nelle antologie di alcuni premi nazionali di poesia. Cura la rubrica letteraria Catching in the rye sul blog collettivo Avantopop.net e partecipa al progetto SIC – Scrittura Industriale Collettiva. Il 21 aprile 2009 è uscito  per Intermezzi Editore Facciamo finta che sia per sempre, il suo primo romanzo.

Ilaria Giannini, martedì 24 novembre 2009, sarà ospite della rassegna Dalla A allo Zammù (via Saragozza 32/a, Bologna)

h. 19.30 :: Intermezzi Editore: progetto, catalogo e aperitivo
dal WebSite Horror al Mostro della piscina di Marco Candida passando per Io volevo Ringo Starr di Daniele Pasquini.
interventi di Chiara Fattori, Daniele Pasquini, Gianluca Morozzi, Antonio Tirelli

h. 21.30 :: Ilaria Giannini, Facciamo finta che sia per sempre (Intermezzi Editore) – introducono Antonio Tirelli e Marco Nardini
Nicole è ossessionata dal suo passato. Martina è innamorata di lei. Stefano è uno psicologo affetto da manie di grandezza. Paolo è morto in uno strano incidente stradale. Quattro grandi amori, quattro solitudini che si rincorrono nella malinconica bellezza della Versilia. Quattro anime alla ricerca di un qualcosa che dia un senso alle loro vite. Tutti puntano alto, qualcuno gioca sporco, nessuno vince.

#7# Malicuvata e RadioMeridiano12

Radiomeriadiano 12 e SuDiGiri presentano la rubrica dedicata ai libri a cura della Casa Lettrice Malicuvata. Questa settimana Ilaria Giannini con Facciamo finta che sia per sempre (Intermezzi) Martedì 24 Novembre 2009, ore 17.00 www.radiomeridiano12.com| FM 97.5

Intermezzi Editore e Ilaria Giannini

martedì 24 novembre 2009
h. 19.30 :: Intermezzi Editore: progetto, catalogo e aperitivo

dal WebSite Horror al Mostro della piscina di Marco Candida passando per Io volevo Ringo Starr di Daniele Pasquini.
interventi di Chiara Fattori, Daniele Pasquini, Gianluca Morozzi, Antonio Tirelli

facciamo-finta-che-sia-per-sempreh. 21.30 :: Ilaria Giannini, Facciamo finta che sia per sempre (Intermezzi Editore) – introducono Antonio Tirelli e Marco Nardini

Nicole è ossessionata dal suo passato. Martina è innamorata di lei. Stefano è uno psicologo affetto da manie di grandezza. Paolo è morto in uno strano incidente stradale. Quattro grandi amori, quattro solitudini che si rincorrono nella malinconica bellezza della Versilia. Quattro anime alla ricerca di un qualcosa che dia un senso alle loro vite. Tutti puntano alto, qualcuno gioca sporco, nessuno vince.

Biondo 901

Autore: Alessandro Zannoni
Titolo: Biondo 901
Edizioni: Perdisa, Ozzano dell’Emilia (Bo) 2008
Pagine: 120

perdisaimager2Di Fabrizio Bolognesi
Sorprendente incursione di Zannoni, autore sarzanese, nei meandri del noir.
Una storia lineare, quasi una sceneggiatura contrappuntata dal ritmo del vecchio cinema noir americano degli anni 40.
Biondo 901 è un romanzo su un fato baro e imperscrutabile, che prima regala e poi improvvisamente pretende il conto senza nemmeno dar la possibilità di rendersi conto di cosa sia successo.
Quattro io narranti rivisitano la vicenda sotto diversi punti di vista: Giordano, parrucchiere sognante, uomo d’altri tempi, che si innamora forse della persona sbagliata; Letvania, oggetto del suo desiderio, giovane Ucraina, arrivata in Italia per sposare il boss locale in seguito ad accordi malavitosi; la guardia del corpo del boss, curioso ibrido di spietatezza e filosofia spicciola; Fabio B, l’amico di Giordano, dispensatore di pillole di saggezza provincial-popolare.
“L’inquadratura si stacca dalla mia faccia, gira veloce e si allarga sulla sinistra, lato strada. Insegna del Bagno Martellino. Staccionata di legno. Fila di cabine. Serie di pattini. L’idea è di lasciare la spiaggia, gettarmi in mezzo alla strada, fermare una macchina, cercare gente, cercare aiuto. Ma forse non basterà, perché scopriranno chi sono, cosa faccio e dove abito. Dovrò scappare all`estero, nascondermi tutta la vita. E forse mi troveranno comunque. Ho poco tempo per decidere e solo due scelte da fare. Morire qui, adesso, oppure da un`altra parte chissà quando”.
Ciò che immediatamente colpisce di Biondo 901 è lo stile adottato da Zannoni, che mischia, facendole interagire per poi giungere ad una fragorosa deflagrazione, diverse parlate: dal dialetto di provincia alle storpiature linguistiche tipiche di chi giunge in Italia dall’est europeo. Ciò determina un’immedesimazione totale del lettore nei singoli squarci che Zannoni apre sulla vita di ciscuno dei protagonisti.
La caratterizzazione psicologica non è a tutto tondo ma è assolutamente funzionale alla narrazione.
La scrittura è veloce, ora nervosa ora suadente per dare tregua al lettore. I ritmi, come già affermato, sono quelli del cinema e la struttura a scatole cinesi richiama evidentemente le opere recenti di Innarritu.
L’abilità di Zannoni di rivisitare con eleganza tutti i luoghi classici del noir e del melò (emblematico in questo senso il ruolo di primaria importanza affidato alle femme fatale di turno) è speculare al loro ribaltamento quasi immediato.
I protagonisti inseguono il loro destino ineluttabile con grande umanità, consapevoli che nel momento in cui la strada appare in discesa è solo un  momento di apparente calma piatta, la quiete prima della tempesta. Ma qui la tempesta è più crudele e bizzarra del solito perchè nel momento in cui sembra offrire una via d’uscita, magari consentendo di nascondersi nei suoi vortici, ecco che assistiamo al più imprevisto dei ribaltamenti.
Il contro-finale amarissimo riporta la quiete dopo la tempesta, una quiete irreale, una disillusione che si consuma ad un centimetro dalla meta.

Quando verrai

Autore: Laura Pugno
Titolo: Quando verrai
Edizione: Minimum Fax, 2009
Pagine: 123

quando_verraiDi Marialuisa Fascì Spurio
Tra letteratura fantastica e romanzo di formazione, Laura Pugno trova uno modo tutto particolare per raccontare l’età di passaggio e i suoi riti universali. In un’Italia in cui sono accentuati tutti gli elementi di marginalizzazione sociale e di degrado anche ecologico,  in un particolare Delta che sembra a sua volta un territorio già fantastico, straniante  e sfuggente,  si svolge la vicenda di Eva, una ragazzina con poteri soprannaturali, affetta da una strana malattia della pelle a cui pare non esserci rimedio. Tutto il romanzo è pervaso da una oscura sospensione magica e a volte crudele che con una lingua ipnotica mischia con estrema naturalezza fantastico e reale, inquietudine e candore.

È prima di tutto la storia di una condizione sociale marginale e difficile, di una bambina orfana di padre che vive con la madre in una roulotte e che scopre, grazie anche ad una serie di incontri molto importanti, di avere uno strano e difficile dono: vedere la morte delle persone. Le basta toccare appena qualcuno e le immagini degli ultimi istanti della vita di questa persona le si materializzano davanti.

E propio partendo da qui Eva inizia a scoprirsi, a scoprire il suo corpo macchitao e lesionato, a scoprire  cosa si nasconde dietro questa diversità selvatica e misteriosa nello stesso tempo, nella continua sospensione e accelerazione temporale, tra gli incontri, le fughe, i difficili rapporti umani, incontreremo Leila, Stasi, Ethan, Montserrat, tutti personaggi da cui Eva imparerà a capire un po’ alla volta il suo corpo.

Crudele ed elegante, in un flusso di immagini e visioni taglienti, senza picchi, nè precipizi,  Quando verrai è una favola nera fatta di carnalità e lacrime,  di desolazione suburbana, roulotte, guard-rail, banchetti di mercato, bar di periferia e soprattutto di inziatico dolore. Qui c’è Eva, personaggio fatto di corpo più che di parola e qui Eva proprio attraverso il corpo racconta il suo potere salvifico e doloroso e racconta, asciutta e cadenzata, la storia di un incontro, di una relazione e di un destino.

Georgie Blues, la direzione obbligata di Fabrizio Gabrielli

a TEMA per Zammù: direzione obbligata
sono io a pensare, no; sono io a parlare, no; sono io a decidere, no. obbligati a seguire una direzione con gli occhi bassi sui passi. obbligati financo (d)a una direzione obliqua.

il racconto selezionato per la lettura pubblica di giovedì 19 novembre allo Zammù di Bologna è Georgie Blues di Fabrizio Gabrielli.

di seguito i racconti segnalati per la pubblicazione su malicuvata:

Mario Favini, Il sapore del sangue
Luana Vergari, Divieto di svolta a destra
Milvia Comastri, La ballerina
Mario Pischedda, Propriano
Filippo Loro, Qualcosa d’altro su cui essere d’accordo
Giancarlo Fabbri, Aegyptus
Alessandra Sartori, Occhi di terra e muschio

Rosa Tiziana Bruno, L’attesa
Malos Mannaja, Direzione obbligata

la successiva selezione porterà alla pubblicazione cartacea entro il 2010

[grazie a tutti gli autori che hanno partecipato e grazie ai lettori malicuvati che hanno dedicato il loro tempo alla lettura dei 39 racconti pervenuti. alla prossima.]