Mese: dicembre, 2011

flavia piccinni a cagliari

10_12_011
h. 21.30 | caffé barcellona, via barcellona 84 – cagliari
Flavia Piccinni, Lo sbaglio, Rizzoli
Introducono: Mariangela Sedda e Giovanni Curreli

Caterina gioca a scacchi e studia farmacia. È una studentessa mediocre ma come giocatrice sa sempre condurre i propri avversari dove vuole, fino a sbagliare la mossa decisiva. Davanti alle sessantaquattro caselle Caterina ha imparato a perdere ogni insicurezza, a rimandare le decisioni sgradevoli e ad accettare le partite della vita in cui per gli altri, i familiari, il fidanzato Riccardo, lei è solo una pedina. Sa bene, Caterina, che una logica spietata impedisce alle cose di cambiare, e che il suo destino è già scritto: nonostante ora sia a un passo dalle Olimpiadi, sua madre ha deciso che dovrà essere una farmacista, nella migliore tradizione di famiglia. Quando però una variabile imprevista irrompe nel suo mondo, tutto sembra andare in frantumi e a nulla servono gli sforzi di nonna Ines, che è arrivata da Taranto illudendosi di poter incollare cocci. Così, sullo sfondo di una Lucca assonnata e infelice, impietoso specchio della provincia italiana di oggi, Caterina capirà che forse una via d’uscita c’è ma che, proprio come il suo idolo Paul Morphy, l’ultimo scacchista romantico, dovrà osare e rischiare tutto contro ogni logica, senza farsi dominare dalla paura. Perché a volte la vita stessa è una crudele partita a scacchi in cui anche la mossa apparentemente più insignificante può rivelarsi fatale.

Flavia Piccinni (Taranto, 1986) ha trascorso l’adolescenza a Lucca. Nel 2005 ha vinto il Premio Campiello Giovani e nel 2007 ha pubblicato Adesso tienimi (Fazi). Suoi racconti sono apparsi su “Nuovi Argomenti”, Nazione Indiana e in numerose antologie, fra cui Voi siete qui (minimum fax). Vive a Roma.

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il carnevale di capablanca e il giovane holden | fabio stassi a cagliari

caramelle dagli sconosciuti – una rassegna molto molto brillante
a cura di gruppo opìfice e casa lettrice malicuvata
cagliari, novembre 2011 – febbraio 2012

06_12_011
h. 19.00 | libreria mieleamaro, via manno 88 – cagliari
Incontri: Fabio Stassi, Il carnevale di Capablanca e il giovane Holden
introduce: michele ferraro
Saremo introdotti nel mondo narrativo di Fabio Stassi discutendo i tre libri pubblicati per la casa editrice romana minimum fax: È finito il nostro carnevale (2007), La rivincita di Capablanca (2008), Holden, Lolita, Živago e gli altri (2010).

Nel suo girovagare per il mondo, con in testa solamente la Diosa, Rigoberto si allontana e si avvicina dagli uomini, percorre le distanze che lo separano dai suoi avi, cerca di farsi cittadino di ogni luogo in cui dimora.
Rigoberto è uno dei tanti nomi che il protagonista di questa storia ha ereditato. In due secoli nella sua famiglia si sono avvicendate almeno undici lingue diverse, cinque religioni, cinque rivoluzioni, quattro continenti, tre isole e quattordici emigrazioni. “La parola straniero non ha senso per me, o forse, al contrario è l’unica parola di cui conosco veramente il significato. Non mi sono mai sentito a casa da nessuna parte e dovunque sono stato trattato da forestiero.”
[simone olla su è finito il nostro carnevale – opifice.it]

Attraverso una scrittura delicata, accessibile e chiara, Fabio Stassi elabora la metafora degli scacchi come specchio dell’esistere, utilizzando in maniera prodiga e non gratuita l’intero campionario di similitudini che l’argomento scelto gli mette a disposizione. Tutto quello che è dato di vedere su una scacchiera, è quanto può essere osservato nella vita stessa: il rischio, l’attimo insignificante nel quale commettiamo l’errore che  cambia il corso degli eventi, la pazienza e la voglia di mangiarsi il mondo subito, la possibilità o il dovere di sacrificare una pedina importante per uno scopo ritenuto imprescindibile
[antonio tirelli su La rivincita di capablanca (minimum fax) – opifice.it]

h. 21.30 | caffé barcellona, via barcellona – cagliari
La esperanza perdida – Fabio Stassi in reading da È finito il nostro carnevale (minimum fax)
Sì, sono io quello che ha rubato la Diosa, se qualcuno ancora se ne ricorda. Sì, la Diosa, o la Rimet, com’era chiamata in Europa. Per me non c’è stata altra coppa che quella. Le ho dato la caccia per cinquantatré anni. Dal 1930 fino al 1983, carajo.
La trafugai una prima volta nell’aprile del ’66, in Inghilterra, e per pochi giorni fui il ladro più famoso e abominevole del Novecento. Mi sguinzagliarono dietro l’intero dipartimento di investigazione criminale di Scotland Yard, coinvolsero la cia e il kgb, serrarono le frontiere. Dopo una settimana mi avevano fiutato. È una strana sensazione sentire che qualcuno ti cerca, e non per farti i complimenti.

Fabio Stassi (1962), di origine siciliana, vive a Viterbo e lavora a Roma in una biblioteca universitaria. Scrive sui treni. Nel 2006 ha pubblicato il romanzo Fumisteria (GBM, premio Vittorini Opera Prima 2007). Per minimum fax: È finito il nostro carnevale (2007), La rivincita di Capablanca (2008) e Holden, Lolita, Živago e gli altri (2010). Un suo racconto è stato inserito nella raccolta Articolo I. Racconti sul lavoro (Sellerio, 2009). Due suoi romanzi sono stati tradotti in tedesco con i titoli Die letzte Partie (Kein & Aber, 2009) e Die Trophae (kein & Aber, 2010).