il carnevale di capablanca e il giovane holden | fabio stassi a cagliari

di malicuvata

caramelle dagli sconosciuti – una rassegna molto molto brillante
a cura di gruppo opìfice e casa lettrice malicuvata
cagliari, novembre 2011 – febbraio 2012

06_12_011
h. 19.00 | libreria mieleamaro, via manno 88 – cagliari
Incontri: Fabio Stassi, Il carnevale di Capablanca e il giovane Holden
introduce: michele ferraro
Saremo introdotti nel mondo narrativo di Fabio Stassi discutendo i tre libri pubblicati per la casa editrice romana minimum fax: È finito il nostro carnevale (2007), La rivincita di Capablanca (2008), Holden, Lolita, Živago e gli altri (2010).

Nel suo girovagare per il mondo, con in testa solamente la Diosa, Rigoberto si allontana e si avvicina dagli uomini, percorre le distanze che lo separano dai suoi avi, cerca di farsi cittadino di ogni luogo in cui dimora.
Rigoberto è uno dei tanti nomi che il protagonista di questa storia ha ereditato. In due secoli nella sua famiglia si sono avvicendate almeno undici lingue diverse, cinque religioni, cinque rivoluzioni, quattro continenti, tre isole e quattordici emigrazioni. “La parola straniero non ha senso per me, o forse, al contrario è l’unica parola di cui conosco veramente il significato. Non mi sono mai sentito a casa da nessuna parte e dovunque sono stato trattato da forestiero.”
[simone olla su è finito il nostro carnevale – opifice.it]

Attraverso una scrittura delicata, accessibile e chiara, Fabio Stassi elabora la metafora degli scacchi come specchio dell’esistere, utilizzando in maniera prodiga e non gratuita l’intero campionario di similitudini che l’argomento scelto gli mette a disposizione. Tutto quello che è dato di vedere su una scacchiera, è quanto può essere osservato nella vita stessa: il rischio, l’attimo insignificante nel quale commettiamo l’errore che  cambia il corso degli eventi, la pazienza e la voglia di mangiarsi il mondo subito, la possibilità o il dovere di sacrificare una pedina importante per uno scopo ritenuto imprescindibile
[antonio tirelli su La rivincita di capablanca (minimum fax) – opifice.it]

h. 21.30 | caffé barcellona, via barcellona – cagliari
La esperanza perdida – Fabio Stassi in reading da È finito il nostro carnevale (minimum fax)
Sì, sono io quello che ha rubato la Diosa, se qualcuno ancora se ne ricorda. Sì, la Diosa, o la Rimet, com’era chiamata in Europa. Per me non c’è stata altra coppa che quella. Le ho dato la caccia per cinquantatré anni. Dal 1930 fino al 1983, carajo.
La trafugai una prima volta nell’aprile del ’66, in Inghilterra, e per pochi giorni fui il ladro più famoso e abominevole del Novecento. Mi sguinzagliarono dietro l’intero dipartimento di investigazione criminale di Scotland Yard, coinvolsero la cia e il kgb, serrarono le frontiere. Dopo una settimana mi avevano fiutato. È una strana sensazione sentire che qualcuno ti cerca, e non per farti i complimenti.

Fabio Stassi (1962), di origine siciliana, vive a Viterbo e lavora a Roma in una biblioteca universitaria. Scrive sui treni. Nel 2006 ha pubblicato il romanzo Fumisteria (GBM, premio Vittorini Opera Prima 2007). Per minimum fax: È finito il nostro carnevale (2007), La rivincita di Capablanca (2008) e Holden, Lolita, Živago e gli altri (2010). Un suo racconto è stato inserito nella raccolta Articolo I. Racconti sul lavoro (Sellerio, 2009). Due suoi romanzi sono stati tradotti in tedesco con i titoli Die letzte Partie (Kein & Aber, 2009) e Die Trophae (kein & Aber, 2010).

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