piccolo testamento (laurana) | gabriele dadati a cagliari

di malicuvata

caramelle dagli sconosciuti – una rassegna molto molto indipendente
a cura di gruppo opìfice e casa lettrice malicuvata
cagliari, novembre 2011 – febbraio 2012

22_11_011
h. 19.00 | libreria mieleamaro, via manno 88 – cagliari
gabriele dadati, piccolo testamento (laurana)
introduce: simone olla
Il leitmotiv di Piccolo testamento è l’elaborazione di un lutto, un tema difficile da trattare senza tendere al patetismo. Ma Gabriele Dadati è un autore giovane quanto raffinato. Aveva brillato per maturità già al suo esordio, a ventitré anni, con Sorvegliato dai fantasmi (Pequod, 2006): nove racconti dalla voce mutevole, con un ottimo equilibrio tra contenuto, forma e diegesi. Quindi il primo romanzo, Il libro nero del mondo (Gaffi, 2009), all’altezza dell’exploit ma, per sua natura, rivolto ai lettori forti: “è un romanzo che vi confonderà”, ne scrisse Mozzi. Parabola dagli echi altisonanti (è diviso in Purgatorio, Inferno e Paradiso), eleva una sinossi da thriller a letteratura, raccontando del regista Gabriele e del suo confronto con un rapitore invasato. Già lì trapelava il bisogno di riconciliare anima e corpo (intesi come essere e apparire), apologizzando quest’ultimo: “Se scavassimo con le mani per cinque secoli di seguito troveremmo la più grande grotta di cristalli che si possa immaginare. Ma il corrispondente punto della crosta terrestre dove è iniziato lo scavo alla fine sarebbe devastato. Solo in quel momento capiremmo che lì stava il senso. Nell’inesauribile superficie delle cose”.
In Piccolo testamento il corpo diventa protagonista, per quanto adombrato. È quello di Vittorio, amico e mecenate del protagonista, recentemente sconfitto da un tumore. Per parlarne Dadati sceglie di esporre se stesso, senza pudori, nella pura auto-fiction, convinto che solo un documento extra-letterario possa salvare il ricordo dell’amico. Lo faceva già da piccolo, come racconta nel Libro sui libri (Lupo, 2010), quando rileggeva I ragazzi della via Paal all’infinito nella speranza che Nemecsek non morisse.
[mauro maraschi da malicuvata.it]

h. 21.30 | caffé barcellona, via barcellona – cagliari
Letture pubbliche da Piccolo testamento di Gabriele Dadati (Laurana editore)
È la prima volta che sogno Vittorio da quando non c’è più. In genere è raro che al risveglio ricordi i sogni, ancora più raro che abbiano a che fare con qualcuno che amo e se proprio succede non è mai uno dei miei morti. A parte questo s’è trattato di un sogno che non valeva niente, completa- mente privo di azioni: c’eravamo solo noi due, io seduto e Vittorio in piedi. Lui indossava un completo sportivo e la cravatta scura, io non so. Mi piacerebbe dire che aveva un’aria particolare, che nel suo sguardo c’era un grado di consapevolezza che non ho mai misurato nello sguardo di nessuno, ma non è così. Lo sguardo di Vittorio era consapevole quando era vivo, mentre nel mio sogno era solo sconsolato. In più non siamo riusciti a scambiare nemmeno una parola e anche questo non mi pare sia granché. Niente verità, o confidenze, o ricordi di una tra le tante cose che abbiamo fatto insieme. In fondo è più interessante quello che è successo dopo: dal sonno sono risalito fino a un certo grado di coscienza e sono tornato a intravedere nella penombra i contorni della stanza da letto. Lì ho trovato un’altra volta Vittorio. Anche adesso era in piedi, nello spazio ricavato tra un fianco dell’armadio e il muro, e continuava a non fare niente. Le braccia distese, le mani lungo le cosce. Sono rimasto per un po’ con gli occhi socchiusi, poi li ho aperti del tutto e il suo corpo s’è dissolto in quello che era sempre stato, e cioè un’ombra di poco più scura delle altre, proiettata sulla parete dagli infissi della finestra aperta.

Gabriele Dadati | (Piacenza, 1982) ha pubblicato Sorvegliato dai fantasmi (peQuod, 2006; Barbera, 2008), premio Dante Graziosi e finalista come Libro dell’anno per Fahrenheit di Radio 3 Rai, e Il libro nero del mondo (Gaffi, 2009). Nel 2009 ha rappresentato l’Italia nel progetto Scritturegiovani di Festivaletteratura di Mantova. Collabora con Booksweb.tv e scrive su “Libertà”.

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