Tre Io

di malicuvata

Autore: Mario Rossi
Titolo: Tre io
Editore: Neo, Castel di Sangro (AQ) 2009
Pagine: 138

di Satya Marino

Protagonista di questo libro è la notte. Una notte tra discoteche e bar fuori mano, tra alcol e droga, tra sbronze e scopate. Una notte che per i tre protagonisti, Dante, Giulia e Andrea, diventa il tempo per cercare le soluzioni alle loro esistenze: un suicidio fallito, un tradimento da consumare, un momento per sballarsi.
Una notte, in cui tre esistenze si intrecciano, si confondono, si scontrano.
Dante ci guida in un viaggio nel suo inferno, all’interno della sua visione della società fatta di solo dolore e squallore, in cui ogni vita umana è osservata attraverso una lente che ingrandisce difetti fisici e comportamentali, senza spiragli per un’assoluzione. Dante è cinico, rassegnato, cattivo.
Poi c’è l’incontro-scontro con Giulia: una donna borghese, una desperate housewife — studi, matrimonio, figlia, famiglia — , ora alla ricerca di trasgressione.
Giulia, che inizialmente sembra l’unica che riesce a penetrare i pensieri di Dante, non diventerà la sua Beatrice, non sarà la sua guida verso un futuro di luce.
Tra queste due esistenze, si insinua quella di Andrea, giovane palestrato con aspirazioni da modello, alla ricerca perenne di sesso.
L’autore gioca con un intreccio vorticoso, volutamente confusionario delle tre storie. Il suo linguaggio è buio, a tratti oscuro e difficile atto ad immergere il lettore nei colori di queste esistenze e della vita notturna. Originale la scelta di usare tre cromature diverse, un colore per ognuno dei personaggi, che riesce a dare ordine alla narrazione.
Il finale, che si può intuire dalle prime pagine, viene messo poi in dubbio dal procedere delle vicende, per poi confermare le certezze iniziali.

***

Mario Rossi è uno pseudonimo. Uno pseudonimo ma anche un pretesto. È l’alibi perfetto. È un’entità ambigua, proteiforme. È l’uomo che potresti o non vorresti mai essere. È un elogio all’anonimato come diritto da difendere e dovere da esercitare. Poche e frammentate notizie su di lui. Alcune voci dicono che sia un giornalista ammanicato con le alte sfere, altre che sia stato parlamentare, altre ancora che sia un uomo di fede. Di certo è una personalità schiva che non ama parlare di sé, se non attraverso la propria scrittura. Per Neo Edizioni ha scritto “La bella e la bestia” nell’antologia di fiabe non più fiabe E morirono tutti felici e contenti (2008).

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