A domanda risponde Laura Pugno

di malicuvata

Marialuisa Fascì Spurio: Tra letteratura fantastica e romanzo di formazione, in Quando verrai hai scelto di raccontare un momento importante nella vita del tuo personaggio: l’adolescenza? Credi che esista una legame particolare tra questa fase della vita e quella oscura sospensione magica che pervade tutto il romanzo, l’elemento della soprannaturalità?

Laura Pugno: L’adolescenza è il passaggio della linea d’ombra, il momento in cui il nostro essere “mutaforma”, a differenza che nell’infanzia, può essere vissuto improvvisamente con angoscia. Nelle società tribali, è il momento in cui si diventa adulti e si fanno i conti con la morte: la possibilità di infliggerla, di riceverla, di vederla nelle persone care. Oggi non è quasi più così, ma questa valenza di fondo resta, e le esperienze che gli adolescenti attraversano – le scoperte, le prime volte, i superamenti del limite – vengono vissute dalla società come potenzialmente pericolose. E’ anche il momento in cui improvvisamente si risvegliano alcune malattie mentali e fisiche che a volte rimangono latenti nell’infanzia. Tutto questo forse non è soprannaturale, ma e’ naturale all’ennesima potenza come lo è il potere di Eva, che è sì una ragazzina fragile, ma ha anche un nucleo duro, indistruttibile, come il sasso che porta in tasca.
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Laura Pugno è nata a Roma nel 1970.
Nel 2001 ha raccolto le sue poesie, con alcune prose di Giulio Mozzi, in Tennis, Nuova Magenta Editrice. Il suo primo libro di racconti, Sleepwalking, è uscito nel 2002 per Sironi editore. Nel 2005 è stata finalista al premio di poesia Antonio Delfini e ha vinto il premio Scrivere Cinema all’Autumn Film Festival. Ad aprile 2007 pubblica il poemetto Il colore oro, per la casa editrice Le Lettere; A maggio 2007, il romanzo Sirene, per Einaudi. Nel 2009 ha pubblicato Quando verrai per la Minimum Fax.
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