Il libro nero del mondo

di malicuvata

Autore: Gabriele Dadati
Titolo: Il libro nero del mondo
Edizioni: Gaffi, Roma 2009
Pagine: 195

il libro nero del mondodi Carlo Palizzi
L’uomo che va incontro alla morte è quello del film; il regista di questo film si chiama Gabriele Lazzari, agìto tra Purgatorio e Inferno dal narratore Gabriele Dadati che si dichiara al lettore nella terza e ultima sezione del romanzo, quella del Paradiso. Fra le pagine della sezione Paradiso si arriva con una serie di domande che rimarranno senza risposta: l’autore conlcude il romanzo ritrovando se stesso, una luce, una strada. Prima sono pene e incubi di Apocalisse: da l’uomo che incontra colui che gli darà la morte – il Cannibale – al regista Gabriele Lazzari che filmicamente lavora a questo incontro definitivo; dal rapimento del regista alla salvezza (?) del Paradiso, passando al Libro nero del mondo che Gabriele Lazzari dovrà scrivere per soddisfare – nel nome di Dio – le voglie di giustizia del suo rapitore. «Ci sono padri – osserva il rapitore – che mangiano il cordone ombelicale e la placenta del figlio mentre ancora nasce, madri che partoriscono in silenzio. Da un momento all’altro guizzerà fuori il primo rettile.»
I tempi vissuti e filmati da Gabriele Lazzari sono mostruosi, ecco perché il rapitore ha scelto lui: «Penso che lei sia adatto a occuparsi di mostruosità, l’apocalisse che si cala nel tempo. […] Ho bisogno che lei raccolga tutto in un vangelo. La fine del mondo.»
Questo primo romanzo di Gabriele Dadati è un romanzo di movimento: il lettore è chiamato a rallentare il corso degli eventi perché solo all’apparenza tutto fila liscio lungo la distesa di una pianura: «Per voi il significato è solo questo, e la mia funzione è di essere voce. Nessuno ha amore più grande, ripete nell’aria un santo che è morto cinque secoli fa.»

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