a domanda risponde Gherardo Bortolotti

di malicuvata

Antonio Tirelli: Nell’ambito della narrativa italiana esiste ancora la capacità o la volontà di sperimentare con cognizione di causa?

Gherardo Bortolotti: Devo dire che la tua domanda mi mette un po’ in difficoltà, dato che non seguo in modo sistematico la produzione corrente e quindi non ho un’immagine della narrativa italiana sufficiente a farmi dire quali sono le linee di sviluppo in corso, quali aree sono più dinamiche e quali invece ristagnano.
Chiarita questa cosa, ti posso dire che la mia impressione (perché, appunto, è di questo che si tratta) è che più che la mancanza di una volontà o di una capacità di sperimentazione ci sia una specie di fortissima interiorizzazione, da parte degli autori, dei meccanismi del mercato editoriale. Cioè: mi sembra che molti autori si pongano il problema di utilizzare moduli alternativi alla narrazione tradizionale e che riescano magari a portare avanti, in alcune sedi, una ricerca di questo tipo. Tuttavia, nel momento in cui si pongono la questione di “pubblicare un libro”, ecco che sentono come strada obbligata la scrittura di un romanzo o di una raccolta di racconti. Come se davvero non ci potesse essere altro! Ed è in questo che vedo un’interiorizzazione delle regole di un mercato editoriale che è sempre più irrigidito su alcune distinzioni che, a loro volta, più ancora che di genere letterario mi sembrano merceologiche, con una specifica targetizzazione del pubblico. E la mia impressione è che questa normalizzazione da parte del mercato è tanto più forte quanto più è debole, come nel caso italiano, il mercato stesso.
Sia chiaro, sto parlando in termini generali. Tant’è che proposte interessanti ed eterodosse, per così dire, non sono mancate negli ultimi anni (da Nove a Moresco, per esempio). D’altra parte, la stessa collana Arno in cui appare anche il mio testo, pubblicata da Lavieri e curata da Domenico Pinto, può dare parecchi esempi (da Marco Palasciano a Giovanni Cossu e Maurizio Rossi). E, infine, se le mie stesse scarse letture hanno avuto la fortuna di incontrare testi come Neuropa di Gianluca Gigliozzi, Personaggi precari di Vanni Santoni o Limbo mobile di Ugo Coppari, direi che di cose interessanti in giro ce ne sono!
Quindi, al di là delle considerazioni che facevo prima, sicuramente una serie di ricerche sono in corso e credo proprio che rispecchino la volontà e la capacità di sperimentare di diversi autori italiani. Quello su cui dovremmo interrogarci, piuttosto, è se queste ricerche possono ottenere una visibilità maggiore e se riescono a fornire ai lettori gli strumenti adeguati a gestire le proprie esperienze – in un mondo in cui è sempre più difficile ricondurre gli eventi ad una trama chiara e coerente, in cui la soggettività è sempre più scomposta ed in cui la nostra percezione del tempo è sempre meno lineare.

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Gherardo Bortolotti | http://www.bgmole.wordpress.com
Nel 2005 ha pubblicato l’e-book Canopo (Cepollaro E-dizioni), nel 2007 la plaquette Soluzioni binarie (La camera verde) e il wee-chap tracce per dusie 103-197 per <dusie.org>. Con Michele Zaffarano cura la collana «Chapbooks» per Arcipelago Edizioni. È tra i fondatori e curatori del blog di traduzioni e letteratura sperimentale <gammm.org>.
Il 27 ottobre 2009, nei locali di Zammù a Bologna, aprirà la nuova stagione letteraria della Casa Lettrice Malicuvata con il suo ultimo libro Tecniche di basso livello (Lavieri edizioni).
L’autore sarà introdotto dall’editore Marcello Buonomo e dal nostro Antonio Tirelli.

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