Qualcuno ha morso il cane

di malicuvata

Recensione di Giuseppe Merico

Titolo: Qualcuno ha morso il cane. Racconti di doppia vita
Autori: Reim Riccardo, Veneziani Antonio
Coniglio Editore, Roma 2008
pag: 240

img_stampAntonio Veneziani e Riccardo Reim, assieme per un’antologia di racconti sul doppio e sulla doppiezza. Il libro si apre con un’intervista nella quale i due autori si interrogano a vicenda: cosa ne pensano della doppia vita e se questa sia una scelta o una necessità. Dalla curiosità degli autori nasce quindi questa raccolta di racconti.

Le storie più incisive sono forse quelle più brevi che sembrano deflagrare attorno al tema scelto nel libro, senza indugi. Esemplare è ‘Il Mago Magia’ di Mario Castelnuovo nel quale il povero mago morirà di noia perchè non riesce più a moltiplicarsi in altre vite, in ‘Mi addormenterò su quei piedi nudi’ di Luca Giachi, la voce narrante svela i miseri retroscena della sua vita di uomo di potere , mente il suo desiderio più nascosto è quello di poter amare una donna, riappropriandosi quindi di un ruolo che gli dia ‘uno scampolo di luce’.

L’antologia scorre eterogena attraversando stili narrativi molto diversi tra loro, si va dalla prosa pura alla narrativa in forma di poesia fino al piccolo gioiellino che è l’intermezzo disegnato da Gianluigi Mattia e narrato da Antonio Veneziani, ‘Quaderno segreto.’

In ‘Come è’ di Carlo Bordini, invece, assistiamo a un semplice, ma toccante viaggio introspettivo narrato con un uso singolare delle lettere minuscole e maiuscole. Il libro si arricchisce di contributi adatti a una lettura che ha voglia, necessità di ricerca, vedi ‘La pulizia dell’immagine’ di Claudio Marrucci, fino al racconto più toccante della raccolta: ‘La una e la trina’ di Paolo di Orazio in cui Federica Da Siena, scappa di notte dal convento per infliggere torture ai suoi amanti. Vero gioco del doppio, dove il sacro non è mai tale se non agli occhi di credenti che necessitano di miracoli.

L’antologia sembra raccogliere narratori di diversa età e con diverse esperienze alle spalle, così che la visione del tema principale del libro non sia univoca, si va da Renzo Paris a Gabriele Dadati, da Filippo Scozzari a Franco Grillini, fino alla redattrice del Manifesto, Geraldina Colotti.

‘Qualcuno ha morso il cane’, non spiegherà scientificamente o in maniera accademica il bipolarismo psichico che può o potrebbe albergare in ognuno di noi, ma getta una luce soffusa e distorta su alcune storie che senza l’ambiguità del doppio non potrebbero esistere.

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