Per il resto chiedete a Pennac

di malicuvata

Recensione di Francesca Baroni

Titolo: Per il resto chiedete a Pennac
Autore: De Greef Erwin
Coniglio Editore,  2008.
pag. 62

Per il resto chiedete a PennacErwin de Greef, classe 1968, palermitano, madre olandese.
“Per il resto chiedete a Pennac” è il secondo romanzo nella collana “I lemming” dei tipi della Coniglio di Roma. Dopo il successo di “Dio c’è e bacia benissimo” del 2006, l’autore torna in libreria con un nuovo e intricato romanzo. Ben strutturato, veloce, ironico e assai spiritoso.
Se nel primo viene fuori la voglia di vivere, di costruire, di inseguire un’anima gemella; in “Pennac” tutto questo si realizza. Erwin conquista Patrizia, consegue una laurea, prova tanti lavori. Troverà anche la via di fuga dall’Italia. I tre momenti della storia, le unità spazio, tempo e azione si equilibrano. E’ l’era del passaggio per arrivare all’armonia.

Il tema centrale è quello del lavoro; il protagonista e io narrante affronta, da perfetto stakanovista, decine di esperienze. Una più terribile dell’altra, una più dura e insensata dell’altra. Lui, Erwin, ci prova, ma sembra proprio che le avversità e il sistema, diciamolo pure, in quanto tale gli si rivoltino contro. Da vendemmiatore per un solo giorno a Menfi, a scaricatore di lavatrici, fino a diventare “pollo d’allevamento” in un call center. Giornate interminabili al telefono, disastrose.
Per pochi soldi. In compenso, quasi senza volerlo, la carriera universitaria procede brillantemente fino ad una folgorante laurea che sarebbe servita a ben poco e, dulcis in fundo, la sua vita sentimentale, dopo un’avventura con la romantica e popolana Maria Carmela, si stabilizza con la paziente e semplice Patrizia.

Il romanzo, tutt’altro che superficiale e mordacemente critico; si snoda frontalmente, come i personaggi che lo animano, attraverso capitoli brevi e ritmati, secondo un modo di scrittura più anglo americana – l’autore si ispira apertamente ai maestri Buckowski, Bellow, Stevenson – che nostrano, alternati da brevi discorsi diretti. Autentiche conversazioni telefoniche da call center. Intermezzi davvero spassosi.

Come ci ha chiarito lo stesso Erwin de Greef alla presentazione di martedì 10 marzo presso Zammù di Bologna: “Beh, Pennac ha raccontato con gusto la saga Malaussène, ovvero la dimensione del lavoratore sfruttato come capro espiatorio di professione, io, vi ho raccontato tutto il resto. Senza pretendere di farvi trovare quel che nessuno ha mai pensato neppure nella vita reale”.

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