Ultimo Parallelo

di malicuvata

Recensione di Milvia Comastri
Autore: Filippo Tuena
Titolo: Ultimo Parallelo
Edizioni: Rizzoli 2007
Pagine: 352

ultimo_parallelo1Mi piacerebbe essere una grande scrittrice, questa sera, anzi mi piacerebbe essere una brava critica letteraria. Perché vorrei parlare di un libro che considero un capolavoro sotto tutti gli aspetti, ma non riesco a tirar fuori le parole adeguate che mi servirebbero per descrivere Ultimo parallelo, il romanzo di Filippo Tuena che quest’anno ha più che meritatamente vinto il premio Viareggio. Leggendolo, ho provato un’empatia così grande con quegli uomini di cui Tuena narra la storia come forse non mi era mai capitato. E’ stato un perenne senso di condivisione della loro sofferenza, che mi ha accompagnato durante la lettura. Tanto è vero che, a differenza di quanto a volte mi capita se un libro mi ha coinvolta, cioè, il desiderio di portare con me i suoi personaggi, quando ho chiuso sull’ultima pagina il libro di Filippo Tuena, ho sentito l’impulso non di tenerli con me, ma di restare io con loro, in quella distesa di ghiaccio, in quel nulla assoluto. Quasi un obbligo morale, come se, lasciandoli, compissi una sorta di tradimento nei loro confronti. Filippo Tuena racconta la spedizione organizzata nel 1911 da Robert Falcon Scott per conquistare il Polo sud. Spedizione che, come ben si sa, finì nel modo più tragico possibile. La modalità scelta dall’autore per narrare la storia è mirabile. E’, il suo, uno stile di scrittura che può nascere solo da essere stato lui stesso, a mano a mano che proseguiva nella stesura del romanzo, Scott, e Evans, e Gran, e Bowers, e tutti gli uomini della spedizione. Ed è così che anche il lettore diventa parte attiva di quella terribile avventura. I lunghi periodi senza punteggiatura in cui ogni tanto ci si imbatte, ad esempio, quella accumulazione di frasi senza stacco, a me hanno dato la percezione dell’andare senza fermarsi in un spazio che non ha segnali, che non ha la maggior parte delle volte alcun punto di riferimento. E perfino il lungo elenco delle cose da portare nel viaggio diventa quasi una composizione poetica, dove ogni singolo oggetto ne evoca mille altri, dove ogni singolo oggetto evoca ricordi di un passato che sembra quasi irreale. Oggetti che hanno un anima. E i libri dei grandi poeti fanno parte in effetti della spedizione: i versi dei poeti letti e riletti nelle soste forzate, ripensati e recitati in silenzio durante le lunghe terribili tappe di avvicinamento al Polo Sud, aiutano gli uomini a non perdere la ragione, quando la meta sembra sempre più lontana e irraggiungibile, lì, dove il nulla regna sovrano, dove il ghiaccio morde gli arti fino a farli morire. E dove il senso di solitudine è assolutamente devastante. “ …e soprattutto molto soli. E so quanto questo sentimento possa minare anche il più determinato degli uomini perché la solitudine annulla il genere e la specie e mette a nudo la fragilità dell’individuo” Durante quelle marce diventa pericoloso anche pensare alle case lontane, alle famiglie. “Gestingthorpe, aria di casa, camini accesi, dolci sorelle in vestaglia che bisbigliano fra loro confidenze d’amore nel cuore della notte.” E infatti: “ Avevano paura di quelle imprevedibili intrusioni del passato e per questo ripetevano i brani dei poemi che avevano letto durante i giorni del blizzard anche se la loro memoria era debole e quasi mai riuscivano a completare quella recita silenziosa senza errori. D’improvviso un verso mancante poteva sempre cancellare l’intera poesia e trasformare quel paesaggio mentale anch’esso in un deserto senza fine” Mi sono chiesta, leggendo questo libro stupendo, che cosa porterebbero con loro, oggi, degli esploratori…Tanta più tecnologia, sicuramente. Ma la poesia? E quale spirito li animerebbe? Non ho una risposta, naturalmente. Ma un dubbio, sì. Dentro di me avrei ancora molto da dire, ma, ripeto, difficile è per me mettere sulla carta tutte le emozioni e le riflessioni che Ultimo parallelo di Filippo Tuena mi ha suscitato. Prendete quello che ho scritto fin ora come un goffo tentativo per esternarle. E soprattutto prendetelo come un consiglio di lettura, un consiglio molto pressante, perché è senza dubbio uno dei libri più belli che io abbia letto negli ultimi anni.

Annunci