La terra vista dalla luna

di malicuvata

Recensione di Gianluca Liguori

Autore: Claudio Morici
Titolo: La terra vista dalla luna
Edizioni: Bompiani, Milano 2009
Pagine: 217

La terra vista dalla lunaIl nuovo romanzo di Claudio Morici, La terra vista dalla luna, innanzitutto è un libro che va letto, il resto sono solo chiacchiere. Vi dico questo per farvi capire che leggere questa recensione, se così possiamo definirla, è tempo sprecato. Vi consiglio, dal  momento che siete in casa davanti ad un computer, di andare sulla prima libreria online che vi capita a portata di click e ordinarlo, oppure uscire di casa per dirigervi alla libreria più vicina, fuori è pure una bella giornata e ne potreste approfittare per una bella passeggiata al parco, dove potrete trovare una panchina comoda ed immergervi completamente nella lettura. Cosa? State ancora leggendo qui? Ma allora non mi sono spiegato?
Ok, se proprio siete ancora qui, non mi resta che dirvi due cose sul libro, tanto per gradire. La storia che Morici racconta è quella del giovane Simon, un ragazzo con evidenti disturbi psichiatrici che ha sempre vissuto chiuso nella sua cameretta, o a volte nel bagno quando costretto a scappare dal padre. Simon, il nostro viaggiatore improbabile, un altoatesino psicotico, maniacale, con scarse relazioni sociali, che aveva immaginato un’amicizia particolare con Antonella, questa ragazza conosciuta in una clinica psichiatrica e che gli si era dimostrata amica. Simon partirà  per il Messico alla ricerca di Antonella, seguendo le tracce lasciate nelle mail cumulative che Antonella era solita inviare ai contatti della sua rubrica. Simon, lucido nella sua pazzia, analizza le contraddizioni di questo popolo di “viaggiatori”, il conformismo dell’anticonformismo di questi giovani che vanno a vivere nelle terre politicamente mitizzate, tra un ostello e l’altro, i figli del mondo ricco che per dare un senso alle loro vuote esistenze di consumatori insoddisfatti si rifugiano nell’esperienza altruistica, solidale.
Una menzione particolare, va senza dubbio al capitolo in cui Simon racconta delle ragazze italiane, una meravigliosa caricatura che le rende diverse da tutte le altre, impossibili, improbabili, e lo fa con grande ironia che lascia il lettore sganasciarsi dalle risate con il libro tra le mani.
Cos’altro aggiungere? Che Morici molto probabilmente abbia la fissa delle tette grandi, non credo sia pertinente, seppure questo è un sentimento che ritorna spesso nel corso della lettura del libro.
La terra vista dalla luna è romanzo di viaggio? Sicuramente. C’è il viaggio vero, quello in Messico, e poi c’è il viaggio più complesso, ancor più intrigante, quello negli angoli più nascosti della psiche di Simon.
Il romanzo si conclude col massacro cruento di Simon da parte di una banda di narcotrafficanti messicani. Non è vero, scherzavo, è che prima di leggerlo avevo ascoltato l’autore anticipare la conclusione del romanzo in ben tre diverse situazioni, ed ogni volta aveva raccontato un finale diverso. Per sapere come realmente va a finire la storia, non vi resta che il consiglio d’apertura, andate a comprarlo (anche rubarlo, se riuscite) e godrete del divertimento che lo stile narrativo maturo di Claudio Morici sicuramente saprà donarvi.

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